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	<title>Vela Club Padova</title>
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		<title>Laser Bug</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 20:46:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renato Tognoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi sono arrivati a Porto Levante 2 laser bug per i corsi per ragazzi.
Le barche sono nuove  e sono state date in gestione al club dal proprietario, senza chiedere niente in cambio.
I corsi inizieranno i primi di settembre e saranno articolati in una settimana dal lunedì al sabato, con pranzo in marina.
Costi 200 euro compreso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi sono arrivati a Porto Levante 2 laser bug per i corsi per ragazzi.</p>
<div id="attachment_437" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.velaclub.org/wp-content/uploads/2010/08/DSC00090.jpg"><img class="size-medium wp-image-437" title="laser bug" src="http://www.velaclub.org/wp-content/uploads/2010/08/DSC00090-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">laser bug</p></div>
<p>Le barche sono nuove  e sono state date in gestione al club dal proprietario, senza chiedere niente in cambio.</p>
<p>I corsi inizieranno i primi di settembre e saranno articolati in una settimana dal lunedì al sabato, con pranzo in marina.</p>
<p>Costi 200 euro compreso il pranzo.</p>
<p>Per maggiori dettagli contattatemi al numero 3495443978 Renato</p>
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		<title>Crociera estiva formula Week end</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 07:22:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renato Tognoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è conclusa la crociera estiva, week end.
Grazie ai cari amici che sono stati dei grandi nel cucinare, e nel tenere sempre allegra la compagnia.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è conclusa la crociera estiva, week end.</p>
<p>Grazie ai cari amici che sono stati dei grandi nel cucinare, e nel tenere sempre allegra la compagnia.</p>

<a href='http://www.velaclub.org/eventi/crociera-estiva-formula-week-end/attachment/_mg_7859' title='_MG_7859'><img width="150" height="150" src="http://www.velaclub.org/wp-content/uploads/2010/07/MG_7859-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="_MG_7859" /></a>

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		<title>Redentore e la  Navigazione con cattivo tempo</title>
		<link>http://www.velaclub.org/eventi/redentore</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 21:05:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renato Tognoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[

Si è conclusa la bella avventura del Redentore a Venezia.
Questo articolo è dedicato a : Elisabetta,Rossella, Susanna, Andrea, Sandro, Raffaele, Rudy Che hanno saputo affrontare il mare tempestoso.
NAVIGAZIONE CON CATTIVO TEMPO 
Fabrizio con il suo catamarano Lagoon ed io con il mio Bavaria 41 Holidai, siamo partiti da Porto Levante alle 10.30  con prua verso Chioggia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<div id="attachment_423" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.velaclub.org/wp-content/uploads/2010/06/CIMG5500.jpg"><img class="size-medium wp-image-423" title="CIMG5500" src="http://www.velaclub.org/wp-content/uploads/2010/06/CIMG5500-300x225.jpg" alt="Redentore a Venezia" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Fuochi del Redentore a Venezia</p></div>
<p><span style="color: #000000;">Si è conclusa la bella avventura del Redentore a Venezia.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Questo articolo è dedicato a : Elisabetta,Rossella, Susanna, Andrea, Sandro, Raffaele, Rudy Che hanno saputo affrontare il mare tempestoso.</span></p>
<p><strong><span style="color: #000000;">NAVIGAZIONE CON CATTIVO TEMPO</span></strong><strong><span style="color: #000000;"> </span></strong></p>
<p><span style="color: #000000;">Fabrizio con il suo catamarano Lagoon ed io con il mio Bavaria 41 Holidai, siamo partiti da Porto Levante alle 10.30  con prua verso Chioggia, dopo un bagno ristoratore siamo entrati dalle bocche di porto di Sottomarina-Caroman ed a motore siamo arrivati fino a Venezia.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ormeggio di fronte a Piazza San Marco con vista in prima fila.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Fabrizio con il suo catamarano super attrezzato, ha preparato del pesce alla griglia con gamberoni.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Alle 23.30 i fuochi sono cominciati</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Alle 00.10 a fuochi finiti le barche hanno cominciato a defluire, verso le 01.30 abbiamo anche noi lasciato gli ormeggi.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Direzione Po Veglia, per passare la notte all&#8217;ancora. Dopo aver dato fondo all&#8217;ancora decidiamo di dormire un pochino, io decido di stare in pozzetto con un cuscino e una copertina.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Sonnecchio un pochino. Verso le 04.00 si alza un vento fortissimo ed improvviso, mi giro a destra e a sinistra e vedo che le barche all&#8217;ancora sulla mia destra si avvicinano fino ad urtarsi, rivolgo il mio sguardo a Fabrizio e vedo il suo catamarano con un motoscafo a prua a due o tre barche affiancate.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Un vero disastro, grida, urla, parole incomprensibili, il tutto in pochissimi minuti . Dico al mio equipaggio di salpare l&#8217;ancora immediatamente, e nel frattempo accendo il motore e in pochissimo l&#8217;ancora è a bordo, mi dirigo verso il canale in uscita. Improvvisamente vedo una briccola, che riesco ad evitare miracolosamente ma  non riesco pero, ad evitare di finire in secca. Barca inclinata a 45° con vento al traverso ed onde che mi facevano sobbalzare e nello stesso tempo mi spingevano verso il muraglione del Lido. Decido di dare tutto motore e con il vento che ormai aveva raggiunto i 30 nodi punto la briccola sopravvento e sempre inclinato sottovento riesco ad uscire dalla secca ed a prendere il canale giusto. Mi giro indietro al pensiero di Fabrizio che si trovava incattigliato (termine mio) tra le catene delle ancore dei suoi vicini.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Intanto a pericolo finito dirigiamo verso Chioggia con tranquillità , il vento accenna a diminuire e l&#8217;alba comincia a farsi vedere. L&#8217;adrenalina è in corpo a litri, ma siamo sereni e contenti di essere sfuggiti al peggio. Il motore regge la barca pure, arrivati a Chioggia decidiamo di uscire in mare aperto per dirigere su Porto Levante, il mare sembrava essere abbastanza calmo ed il vento era sceso a 14 nodi.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Giunti verso l&#8217;uscita ci accorgiamo che le onde sono di circa due metri  e decidiamo di uscire in quanto pensavamo fossero le classiche onde del mare che si forma all&#8217;ingresso del porto, e che una volta in mare aperto la situazione sarebbe migliorata. Altre volte mi sono trovato in situazioni del genere e la cosa era accettabilissima dal punto di vista delle onde una volta preso il largo.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Decido di prendere l&#8217;onda al mascone come da manuale, ma mi accorgo che il mare è veramente agitato e le onde sono molto alte. Imposto la virata e decido di uscire da Chioggia con il vento e mare  in poppa, mantenendo il muraglione a sinistra e la diga di sottomarina a destra, avevo  d&#8217;avanti a me un canale abbastanza largo. Fortunatamente  la decisione presa si è rivelata vincente. La barca faceva 8-9 nodi con un filo di motore e a secco di vele, superiamo i muraglioni delle dighe e dirigiamo per circa 1/2 miglio verso sud, per poi virare a sinistra per 72° e prendere il largo tenendo il mare al mascone, senza più pericoli sottovento.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Percorriamo circa due miglia per guadagnare il largo. Lo sballottamento è durato minuti interminabili, con la barca che procedeva a due -tre nodi. Dopo aver valutato l&#8217;allineamento barca faro di Albarella decido la virata per mettermi con il mare e vento in poppa.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il mare era formato da &#8220;treni&#8221; di onde di altezza variabile da  1,5-2 metri che si susseguivano in continuazione, per poi arrivare una serie di ondate  di circa 3 o 4 mt di altezza.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ho visto ed affrontato l&#8217;Adriatico mosso diverse volte, ma mai in questo modo, no voglio esagerare con l&#8217;altezza delle onde in quanto si è portati a sopravvalutarle, ma vi garantisco che erano  veramente alte.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">L&#8217;equipaggio era in sicurezza,  sotto coperta le donne, gli uomini che mi hanno aiutato, in pozzetto,  tutti legate con la cintura di sicurezza e con il salvagente autogonfiabile indossato.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Approposito del salvagente autogonfiabile, devo spendere una parola a suo favore.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Facilmente indossabile, non ti ostacola nei movimenti ti da sicurezza, e si gonfia automaticamente a contatto con l&#8217;acqua.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Non aggiungo altro in quanto, tutti sanno che sulla sicurezza non si deve risparmiare.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La barca procedeva sulle onde  a una velocità di 7-8 nodi  e volte raggiungeva i  9 nodi.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il motore era a 1800 giri, quel tanto che bastava per non farsi ingavonare delle onde.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Con &#8220;tranquillità&#8221; e con raffiche di vento che raggiungevano i 37 nodi , raggiungiamo Porto Levante che è il porto che conosco bene in quanto la mia barca staziona nella darsena  dei signori Comunian. Da lì  so come entrare ed uscire  con qualsiasi mare.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Superato l&#8217;ingresso indicato dai due fanali  del porto, il mare si calma e finalmente prendiamo fiato.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Percorriamo circa 500 metri e all&#8217;altezza di Albarella si scatena un temporale con tuoni fulmini e una fitta pioggia che non ti permetteva di vedere le briccole successive. Cessano i lampi e i tuoni, ed inizia una grandinata  che dura circa 4 minuti, con ghiaccioli che sembravano sassate, non riuscivo a tenere il timone in quanto mi arrivavano delle martellate sulle dita. Un ghiacciolo mi colpisce in fronte e mi genera un bernoccolo alto mezzo centimetro, un&#8217;altro mi colpisce il labbro che me lo spacca nella parte interna.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ne usciamo anche da questa situazione vittoriosi ma un pochino acciaccati. Il vento si era stabilizzato sui 18 nodi e decidiamo di ormeggiare  felicemente nel nostro posto barca senza causare danni a nessuna delle barche vicine.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ormai erano le 07.00 di mattina ed un buon caffè ci tira su di morale.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Verso le 08.30 una barca a vela lascia l&#8217;ormeggio e dirige verso l&#8217;uscita, forse non aveva sentito le previsioni del tempo, o forse aveva visto e sentito  arrivare noi tranquilli e felici che ridevamo e scherzavamo per scaricare la tensione.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Stà di fatto che non è riuscita ad uscire, e si è incagliata nelle secche all&#8217;ingresso del porto nel lato destro, ed è rimasta lì per due giorni.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Durante tutta la mattinata abbiamo sentito moltissime barche che hanno trasmesso il MAY DAY in quanto si sono trovate in difficoltà. Nel pomeriggio quando alcune barche sono rientrate in porto, portavano i segni degli abbordi con altre imbarcazioni.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Così anche Fabrizio, con il suo catamarano Lagoon è rientrato nel pomeriggio con qualche ammaccatura a  prua.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ci ha raccontato la sua disavventura dicendomi solo: &#8221; bisogna stare attenti a come ancorano gli altri vicino a te&#8221;</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Questo articolo è un ringraziamento verso coloro che in barca mi hanno aiutato con coraggio e forza d&#8217;animo.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ringrazio le ragazze che erano a bordo che non si sono spaventate  e che hanno contribuito alla riuscita della</span></p>
<p><span style="color: #000000;">NAVIGAZIONE CON CATTIVO TEMPO</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Una esperienza indimenticabile a lieto fine.</span></p>
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		<title>Corso Offshore Special Regulation</title>
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		<pubDate>Sun, 09 May 2010 20:22:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renato Tognoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[
Oggi si è concluso il corso Offshore Special Regulation, ISAF organizzato e  svoltosi presso la Lega Navale di Chioggia.
 Offshore Special Regulation, ISAF
 Il corso è stato  condotto dal Comandante Umberto Verna del Centro Studi per la Sicurezza in Mare : &#8220;I Ragazzi Del Parsifal&#8221;
Chi sono i ragazzi del Parsifal
Daniele Tosato, Mattia De Carolis, Luciano Pedulli, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.velaclub.org/wp-content/uploads/2010/05/CIMG0013-2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-384" title="umberto Verna in aula" src="http://www.velaclub.org/wp-content/uploads/2010/05/CIMG0013-2-300x225.jpg" alt="Comandante Umberto Verna" width="300" height="225" /></a></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: small;">O<span style="font-size: medium;">ggi si è concluso il corso Offshore Special Regulation, ISAF organizzato e  svoltosi presso la Lega Navale di Chioggia.</span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><strong><span style="font-size: medium;"> Offshore Special Regulation, ISAF</span></strong></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"> Il corso è stato  condotto dal Comandante Umberto Verna del Centro Studi per la Sicurezza in Mare : &#8220;I Ragazzi Del Parsifal&#8221;</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">Chi sono i ragazzi del Parsifal</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">Daniele Tosato, Mattia De Carolis, Luciano Pedulli, Ezio Belotti, Marco Zaniboni, Giorgio Luzzi.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">Nel gennaio del 1998 si costituisce a Rimini l&#8217;associazione culturale Centro Studi per la Sicurezza in Mare</span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><strong>&#8220;I Ragazzi Del Parsifal&#8221;</strong></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;"><strong>Con la seguente motivazione:</strong> tenere vivo il ricordo di 6 giovani velisti scomparsi in mare durante una regata d&#8217;altura nel golfo del Leone facendo si che dal loro sacrificio nasca qualche cosa di utile per il nostro ambiente, quello del diportista.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><strong>Le finalità</strong> del centro studi è quello di attivare una continua ricerca per migliorare la sicurezza in mare delle persone che che navigano per diporto. A tal fine l&#8217;associazione potrà organizzare convegni seminari e dibattiti , dimostrazioni tecniche fisse o itineranti, commisionare sperimentazioni e test qualitativi, divulgare pubblicazioni, relazioni, notiziari e svolgere ogni e qualsiasi altra azione che sia ritenuta utile per conseguire lo scopo sociale.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Il centro studi è stato fortemente voluto da Riccardo Tosato padre dello skipper Daniele Tosato perito il 2 novembre 1995 per l&#8217;affondamento del Parsifal nel golfo del Leone, ed ha cominciato la sua attività nel febbraio 1996 mentre la fondazione ufficiale è del 1998.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Il campo d&#8217;azione del centro studi all&#8217;interno del vasto mondo della sicurezza in mare , è molto specifico ma non per questo limitato: le attività che si svolgono sopra e , sotto e attorno al mare per svago e per sport.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Lo scopo è quello di aggregare le esperienze dei diportisti, con raccolta di documentazione, testimonianze e di analizzare in maniera più specifica gli incidenti nel mondo del diporto. Attraverso i dati e le esperienze accumulate in questi anni, il Centro Studi è in grado di proporre aggiornamenti alle scuole nautiche per una più attenta formazione del diportista.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Inoltre è in grado di contribuire in modo determinante allo sviluppo di una accurata regolamentazione del diporto.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"> </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><br />
</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.velaclub.org/wp-content/uploads/2010/05/CIMG0003-2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-387" title="corsisti" src="http://www.velaclub.org/wp-content/uploads/2010/05/CIMG0003-2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Lo scopo del corso durante tutto il suo svolgimento è stato quello di creare una coscienza sulla sicurezza in mare, e di conseguenza del soccorso.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Inoltre ci siamo resi conto che la valutazione delle emergenze da parte nostra è sempre stata molto superficiale e mai approfondita ed analizzata in tutte le sue sfaccettature. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Con questo corso il comandante Verna è riuscito ad istillare in noi la curiosità su tutto ciò che è sicurezza, Emergenze ed incidenti, su come analizzarli e come intervenire nelle varie e disparate situazioni senza farci prendere dal panico, e cercando di renderci partecipi della reale emergenza accaduta ad altri , e chiedendoci come le avremmo affrontate e risolte.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Attraverso casi reali riportati si possono trarre degli insegnamenti su come sia possibile ,anche ai più esperti ,trovarsi in situazione d&#8217;emergenza e come gestirle.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">Molto spesso si impara vivendo sulla propria pelle le svariate situazioni di pericolo.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.velaclub.org/wp-content/uploads/2010/05/CIMG0008.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-391" title="CIMG0008" src="http://www.velaclub.org/wp-content/uploads/2010/05/CIMG0008-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><a href="http://www.velaclub.org/wp-content/uploads/2010/05/CIMG0004.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-392" title="CIMG0004" src="http://www.velaclub.org/wp-content/uploads/2010/05/CIMG0004-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><br />
</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-size: x-small;"><br />
</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><br />
</span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Primo corso di ormeggio 2010</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 19:34:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renato Tognoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; iniziato il primo corso di ormeggio del 2010, partecipanti: Fabrizio con il figlio Raffaele, Rudi,Maurizio.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; iniziato il primo corso di ormeggio del 2010, partecipanti: Fabrizio con il figlio Raffaele, Rudi,Maurizio.</p>
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		<title>Inizio Primo corso base di vela di aprile</title>
		<link>http://www.velaclub.org/eventi/inizio-primo-corso-base-di-vela-di-aprile</link>
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		<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 19:31:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renato Tognoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; iniziato il primo corso base di vela, hanno partecipato : Alessandro, Sara, Alberto,Paolo, Rudi,e Cristiano.
Vai a vedere le foto.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; iniziato il primo corso base di vela, hanno partecipato : Alessandro, Sara, Alberto,Paolo, Rudi,e Cristiano.</p>
<p>Vai a vedere le foto.</p>
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		<title>Corso di ormeggio</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Apr 2010 17:33:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renato Tognoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi è iniziato il corso di ormeggio, anche se il tempo non è stato clemente con noi. Il vento era debole la pioggerellina fastidiosa, ma siamo stati in grado di effettuare tutte le manovre .
Un complimento al giovane Raffaele di 18 anni , che ha imparato ad ormeggiare tra le briccole  in brevissimo tempo.
Domani Domenica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Oggi è iniziato il corso di ormeggio, anche se il tempo non è stato clemente con noi. Il vento era debole la pioggerellina fastidiosa, ma siamo stati in grado di effettuare tutte le manovre .</strong></p>
<p><strong>Un complimento al giovane Raffaele di 18 anni , che ha imparato ad ormeggiare tra le briccole  in brevissimo tempo.</strong></p>
<p><strong>Domani Domenica inizia il primo corso base della stagione.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Articoli Pubblicati sul mensile BOLINA</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 20:23:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renato Tognoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Bolina gennaio 2010 &#8221; Come ti stano il topo in barca&#8221; pagina 96 www.bolina.it
Bolina Marzo 2010 &#8221; Prezioso visore notturno&#8221; pagina 96 www.bolina.it
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bolina gennaio 2010 &#8221; Come ti stano il topo in barca&#8221; pagina 96 www.bolina.it</p>
<p>Bolina Marzo 2010 &#8221; Prezioso visore notturno&#8221; pagina 96 www.bolina.it</p>
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		<title>Le Cozzare, cronaca di un inconveniete.</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 20:46:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renato Tognoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[allevamenti di cozze]]></category>
		<category><![CDATA[cozzare]]></category>
		<category><![CDATA[visore notturno]]></category>

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		<description><![CDATA[
 Visione notturna con un visore a monocolo
Le Cozzare, cronaca di un inconveniente 
Con la mia barca a vela un Bavaria 41 decisi di porre termine alle mie vacanze in  Croazia .Chiusi  i documenti  a Bozzava, per fare rotta diretta su Porto Levante.
La notte trascorreva tranquilla senza problemi mare calmo leggera brezza in prua, una piccola occhiata al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.velaclub.org/wp-content/uploads/2009/11/DSC01328.JPG"><img class="size-medium wp-image-221 alignnone" title="DSC01328" src="http://www.velaclub.org/wp-content/uploads/2009/11/DSC01328-300x225.jpg" alt="DSC01328" width="300" height="225" /></a><a href="http://www.velaclub.org/wp-content/uploads/2009/11/DSC01326.JPG"><span style="font-size: small;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-219" title="DSC01326" src="http://www.velaclub.org/wp-content/uploads/2009/11/DSC01326-300x225.jpg" alt="DSC01326" width="300" height="225" /></span></a><a href="http://www.velaclub.org/wp-content/uploads/2009/11/DSC01331.JPG"><span style="font-size: small;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-222" title="DSC01331" src="http://www.velaclub.org/wp-content/uploads/2009/11/DSC01331-300x225.jpg" alt="DSC01331" width="300" height="225" /></span></a></p>
<p><span style="font-size: small;"> <strong><span style="color: #000000;">Visione notturna con un visore a monocolo</span></strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><strong>Le Cozzare, cronaca di un inconveniente</strong> <strong></strong></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Con la mia barca a vela un Bavaria 41 decisi di porre termine alle mie vacanze in  Croazia .Chiusi  i documenti  a Bozzava, per fare rotta diretta su Porto Levante.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">La notte trascorreva tranquilla senza problemi mare calmo leggera brezza in prua, una piccola occhiata al profondimetro, al GPS, al contagiri motore, ecc.ecc. tutto funzionava regolarmente. Ormai eravamo in vista del rigassificatore che si trova al largo di Porto Levante che funge da faro. Da lontano nella notte sembrava vicinissimo, ma il tempo  passava lentamente come la nostra velocità 7Kts,  sembrava sempre alla stessa distanza, non si avvicina mai. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Dopo parecchie ore di navigazione verso le 23 arrivammo all&#8217;altezza di Po di Pila e continuammo a mantenerci all&#8217;argo. Dopo circa un&#8217;altra oretta di navigazione intravidi da lontano le luci del faro di Albarella, controllati i tempi e i lampi che mi confermarono l&#8217;identità del faro e la mia posizione.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Diedi un’ occhiata al GPS e notai i quattro segnali speciali che indicano le cozzare presenti in quel tratto di mare. Cercai un riscontro in mare e individuai un segnale giallo alla mia sinistra, di fronte una luce fortissima anchessa gialla di dimensioni notevoli, rivelatasi successivamente una nave all&#8217;ancora. Alla mia destra vidi un&#8217;altro segnale speciale giallo indicante il limitare della zona di mare del rigassificatore.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Cercai di mantenermi in una posizione epicentrale tra il segnale giallo del rigassificatore e le indicazioni date dal GPS sulla posizione delle cozzare.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Non riuscii ad individuare altri segnali gialli che delimitavano il campo di boe che indicano la presenza degli allevamenti di cozze.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Ero tranquillo anche perchè avevo in vista la luce bianca del faro di Albarella, che successivamente si è dimostrata truffaldina, e la mia rotta passava proprio sulla destra delle cozzare, per intenderci avevo rotta verso nord-ovest e le cozzare erano a ovest. Il GPS confermava il tutto, ero tranquillo velocità  SOG 7 Kts.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Conoscevo bene la zona e sapevo che le cozzare erano sulla mia sinistra.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Improvvisamente con la coda dell&#8217;occhio alla mia sinistra vidi a pochi metri di distanza circa 3 o 4, un filare di boe scure che ci scorrevano lentamente sul fianco sinistro.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Subito una scarica di andrenalina entrò in circolo facendo drizzatre i pochi capelli rimasti. emisi solo un  grido</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><strong>&#8221; Le cozzare&#8221;.</strong> </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Ero finito completamente dentro la filiera di boe esterne verso est. Uno squardo al GPS e mi resi conto di essere fuori delle segnalazioni indicate sulla carta elettronica, le cozzare erano ben distanti dalla mia rotta.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Qualcosa non era andato per il verso giusto.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Cosa avevo sbagliato? Quali segnali mi avevano ingannato? Come mai ci sono finito dentro, anche se il Gps mi indicava che ero fuori del campo di boe?</span></span></p>
<p><strong><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Il visore notturno</span></span></strong></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Non mi persi d&#8217;animo , fortunatamente porto sempre con me,  durante le navigazioni notturne   un visore notturno ad intensificazione luminosa a cannocchiale monocolo.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Molti si chiederanno come funziona e come va usato e se ne vale la pena spendere 300 euro per comprarlo.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">La mia risposta e si, ne è valsa la pena.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Portai immediatamente all&#8217;occhio sinistro il visore, e subito davanti a me si prospetta un mare infinito di boe che ad occhio nudo erano invisibili.</span></span></p>
<p><strong><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Le cozzare sono vastissimi appezzamenti di mare per la coltivazione delle cozze, sono  delimitati nei 4 angoli da segnali speciali gialli  con croce di Sant&#8217;Andrea come miraglio, di notte hanno una luce gialla fissa o intermittente. Le boe delle cozzare sono trattenute dal fondo con un cavo grosso almeno 5 cm di diametro e sono distanziate tra loro di circa 5 metri l&#8217;una dall&#8217;altra, fortunatamente  sono collegate tra di loro lateralmente con un cavo posizionato alla profondità di 4 o 5 mt.</span></span></strong></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Si presentavano come una ragnatela fittissima ed intricata che non dava scampo.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Diminuì la velocità immediatamente, e muovendomi lentamente,  cercai di evitare di finire aggrovigliato tra le cime tese.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Evitavo le boe cercando di passare nel mezzo in modo da evitare l&#8217;accalappiamento, il tempo passava e sapevo di non avere molto tempo a disposizione in quanto avrei potuto rimanere bloccato in qualsiasi momento, bastava un errore dovuto alla stanchezza o all&#8217;errata valutazione, allo stress, che sarei finito nella “tela del ragno”.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Il visore notturno è monocolo, in quanto un occhio deve rimanere libero per poter vedere con la luce reale gli strumenti GPS ecc. e l&#8217;altro occhio col visore, riesce a vedere in modo chiaro  .</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Tutta la strumentazione a bordo  non è notturnizzata, cioè non è stata concepita per essere usata con i visori notturni ad intensificazione luminosa e di conseguenza averlo a binocolo, cioè su due lenti non sarebbe stato possibile in quanto ogni fonte luminosa sarebbe stata  amplificata di 100 volte, ed io non avrei potuto guardare il gps per uscire dal campo di boe. Ecco perchè un&#8217;occhio deve rimanere sempre libero di vedere normalmente.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Decisi di iniziare  a cercare un varco che mi portasse fuori dal campo. Un occhio alle boe ed un occhio al GPS iniziai a seguire un percorso verso est per uscire dalla parte meno affollata di boe.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Dopo circa 20 minuti di soffeerenza e paura  riuscìì ad uscire dal campo senza danni.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Ho ringraziato più volte l&#8217;inventore del visore in quanto  più di una volta mi è stato utile.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Questa è una di quelle.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"> </span></span></p>
<p><strong><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Lezioni apprese</span></span></strong></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><strong>La paura principale era quella di prender un cavo sull’elica o sul timone e quindi ero attentissimo  alle variazioni di giri del motore, per spegnerlo nel caso l&#8217;elica avesse preso un cavo.</strong>   Inoltre pre<strong>ndere un cavo con il timone, se agganciato  si sarebbe potuto spezzare. </strong></span></span></p>
<p><strong><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Gli errori:</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Prima considerazione è sul faro di Albarella, indica una luce bianca che tu segui come se fosse libero davanti a te ma alla fine ti ritrovi degli ostacoli lungo il percorso.</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Seconda considerazione è che non devi fidarti mai del GPS completamente, in quanto devi avere sempre dei riscontri visivi in mare,  avrei dovuto cercare i 4 segnali speciali gialli che delimitavano il campo di boe  e solo dopo averli individuati in modo enequivocabile,avrei dovuto scegliere la rotta.</span></span></strong></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><strong>Pochi giorni dopo  rifeci la stessa rotta, di giorno  e di notte, con molta prudenza, per analizzare gli errori commessi. Mi accorsi che: una delle 4  boe era spenta,che la terza boa provabilmente era stata coperta dalla nave in sosta di fronte all&#8217;ingresso del porto , che le boe del rigassificatore erano più lontane e quindi io avevo preso la boa di destra</strong> <strong>come quella del rigassificatore mentre era quella del campo di boe. Il GPS indicava il posizionamento delle cozzare in un punto mentre si trovavano spostate di circa 100 metri rispetto al punto indicato.</strong></span></span></p>
<p><strong><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Il GPS non indica con precisione il posizionamento delle cozzare in quanto passando di giorno, al difuori di esse e sfiorandole sul lato est, il GPS indicava che eri ben lontano di circa 100mt.</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Terza considerazione e che le distanze, la vista, i suoni,le luci in mare sono falsati e che bisogna prestare molta attenzione soprattutto quando si è stanchi.</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Firmato Renato Tognoni</span></span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p> </p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Come catturare un topo in barca</title>
		<link>http://www.velaclub.org/eventi/come-catturare-un-topo-in-barca</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 22:58:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renato Tognoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.velaclub.org/?p=179</guid>
		<description><![CDATA[mouse
Prima di iniziare clikka sulla parola MOUSE e vediti il filmatino
Buona lettura
Alcune situazioni diventano insostenibili  in barca;
si può affrontare il mare in tempesta, si può affrontare vento fortissimo, si possono otturare delle falle, ci si può arenare e disincagliare, si può rimanere senza motore, si può perdere l&#8217;ancora , puoi stracciare le vele e così via.
Tutte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.velaclub.org/wp-content/uploads/2009/11/mouse.mpg">mouse</a></p>
<p><strong>Prima di iniziare clikka sulla parola MOUSE e vediti il filmatino</strong></p>
<p><strong>Buona lettura</strong></p>
<p><strong>Alcune situazioni diventano insostenibili  in barca;</strong></p>
<p>si può affrontare il mare in tempesta, si può affrontare vento fortissimo, si possono otturare delle falle, ci si può arenare e disincagliare, si può rimanere senza motore, si può perdere l&#8217;ancora , puoi stracciare le vele e così via.</p>
<p>Tutte situazioni superabili e che possono essere affrontate con determinazione e con la forza d&#8217;animo di ogni marinaio abituato ad affrontare ogni sorta di difficoltà.</p>
<p>La musica cambia quando in barca sei costretto ad affrontare un nemico quasi invisibile come un minuscolo topolino, che rosicchia tutto, dai fili elettrici alle borse, dai tubi alle guarnizioni,  defeca dappertutto marcando il territorio, e come se non bastasse invita i suoi amici, per  festeggiare e celebrare la sua fortuna, e sul pozzetto lasciano i resti del loro banchetto.</p>
<p><strong>Come combattere tale flaggello?</strong></p>
<p>Come superare lo sconforto che ti prende quando ti accorgi che nulla riesce a trattenerlo dal devastarti la barca?</p>
<p>Ho usato di tutto, ho chiesto consigli a tutti, ma non sono riuscito  nè a prenderlo  nè a scacciarlo.</p>
<p>Bene, dopo una settimana di lotta, sono riuscito a catturarlo ed ho vinto io , la fiducia è ritornata e con lei la serenità, con l&#8217;unica incombenza di lavare e disinfettare il tutto per rendere la barca nuovamente abitabile.</p>
<p>Vi racconto come è andata.</p>
<p><strong>I fatti</strong></p>
<p>Un giorno decido di aprire la barca per far prendere aria alle cabine,è una bellissima giornata d&#8217; autunno con un sole tiepido ed il cielo terso, arriva l&#8217;ospite indesiderato e si intrufola all&#8217;interno per trovare una buona sistemazione.</p>
<p>Al mio ritorno chiudo la barca con l&#8217;ospite che si sente a suo agio.</p>
<p>Il sabato successivo ritorno in barca: vicino alla griglia di legno del frigorifero, vedo del trucioli di legno sul pavimento. Ho subito pensato a dei residui di lavorazione del mese precedente in quanto avevo tagliato del legno proprio sopra al frigo.</p>
<p>Con l&#8217;aspirapolvere pulisco e faccio la mia solita uscita in barca.</p>
<p>Il giorno dopo, ritrovo il solito accumulo di trucioli  e da una attenta osservazione, noto che le griglie di legno sono consumate come se una lima piccolissima avesse limato il legno per tutta la sua lunghezza.</p>
<p>Deduco che ci sia un topo in barca.</p>
<p>Inizio ad ispezionare ogni angolo ed anche il minimo dubbio viene eliminato, tracce di escrementi piccolissimi poco più grandi di una testa di spillo e poco piu piccoli di un chicco di riso si vedono dappertutto.</p>
<p><strong>Come fare per catturarlo?</strong></p>
<p>Mi reco in ferramenta e mi consigliano la colla topicida, mi procuro delle tavolette di legno e spargo la colla , mettendo all&#8217;interno del cerchio incollante un bocconcino appetitoso.</p>
<p>Passano i giorni e nulla accade bocconcini e colla sono intatti, l&#8217;animaletto è troppo furbo.</p>
<p>Nel frattempo mi accorgo che la colla è stata completamente assorbita dal legno, e che il suo effetto si è ridotto moltissimo. Decido di cambiare supporto, prendo dei cartoni di e li rivesto di nastro adesivo trasparente, solito cerchio di colla, solito bocconcino appetitoso.</p>
<p>Passano i giorni e le tracce diventano sempre più visibili in quanto rosicchia i fili elettrici e trovo i residui sul pavimento.</p>
<p>Sono disperato non so più cosa fare, decido di comprare una macchinetta ad ultrasuoni, ricerca su internet costi e tempi esagerati. Il topo non aspetta rosicchia tutto.</p>
<p>Decido di togliere tutto ciò che è commestibile dalle dispense, svuoto il frigo e lascio solamente lo scatolame.</p>
<p>La sera, lascio una nocciolina americana sul tavolo, il giorno dopo è scomparsa, cerco le tracce delle scorze della nocciolina e non trovo niente.</p>
<p>Decido di cominciare una ispezione accurata in  tutti i possibili posti che potessero nascondere un topolino.</p>
<p>Mi sono subito reso conto di avere a che fare con un minuscolo topino e non con una pantegana.</p>
<p>Inizio dai paioli, li tolgo e trovo tracce di escrementi, vedo che tra una ordinata e l&#8217;altra della struttura della barca, vi è un foro di 4 cm, e mi accorgo che tutte le ordinate sono travi forate, che rappresentano delle perfette gallerie .</p>
<p>Decido di mettere il cartone e la colla nel fodo della barca ed ricoprire il tutto nuovamente con i paioli.</p>
<p>Risultato, il giorno dopo ho trovato escrementi sulla colla, il bocconcino intatto.</p>
<p>Lo sconforto comincia a crescere.</p>
<p>In un momento di pausa sento che cammina e saltella sopra la mia testa, era nel cielo cabina, tra la paratia del rivestimento del soffitto della dinette e la vetroresina del ponte, decido di smontare tutto e con santa pazienza, tiro via 3 metri di rivestimento a destra e 3 metri a sinistra, il tutto  avvitato con decine di viti.</p>
<p>Risultato zero, sorprese tante, metri di filo rosicchiati.</p>
<p>Il morale è ormai sotto i piedi.</p>
<p>Ma non mi arrendo, decido di individuare la tana, e comincio a svuotare tutti i gavoni del pozzetto che risultano essere pieni di escrementi, ma della tana nessuna traccia, continuo nella ricerca all&#8217;interno della cabina di prua svuotando ogni gavone, niente.</p>
<p>Mi attrezzo con macchina fotografica e computer per guardare nei punti dove lo sguardo non può arrivare, ma può arrivare il braccio, e fotografo sotto la toilette, tra il frigo e la cucina, nei fori passanti ecc. ecc.</p>
<p>Nessuna traccia di tana di topo.</p>
<p>Ormai era trascorsa una settimana, e l&#8217;avvilimento era ormai insostenibile, mi sentivo impotente.</p>
<p>Dentro l&#8217;ultimo gavone, sotto i sedili della dinette , dove passano i tubi dell&#8217;aria calda del riscaldamento, sopra le bandiere di segnalazione, vedo un insieme tra lanetta , carta igienica tritata, pezzetti di lana e fazzolettini di carta, scopro la tana che mi appresto a rimuovere e disinfettare.</p>
<p>Fili e tubi rosicchiati.</p>
<p>Un primo passo è fatto.</p>
<p>Tolgo i cartoni che nel frattempo avevano fatto scolare la colla al difuori, macchiandomi tutta la moquette, senza contare l&#8217;impasticciamento delle mani e degli abiti.</p>
<p>Decido di usare le trappole a molla, ne avevo comprate 3, due le attivo mettendo della buonissima cioccolata con il riso soffiato.</p>
<p>Il giorno dopo nulla di fatto, le trappole sono attive ed il cibo è intatto.</p>
<p>Il topo è troppo furbo, ma dovrà trovare da mangiare, avrà fame e prima o poi  sarà costretto ad andare nella tarppola.</p>
<p>Niente, passano i giorni ed il topo non mangia dalle trappole, penso tra me e me , avrà fame prima o poi?</p>
<p>Decido di svuotare tutto dalla barca tiro fuori uno zaino e lo trovo rosicchiato, all&#8217;interno un pasticcino tutto rosicchiato, ecco come si procurava da mangiare.</p>
<p><strong>&#8220;Il dado è tratto&#8221;</strong></p>
<p>Decido di mettere tre trappole, due attivate e una disattivata, tutte con lo stesso cibo, riso soffiato impastato con la cioccolata.</p>
<p>Il giorno dopo  trovo le due trappole attivate intatte ed la terza disattivata, senza il cibo.Il topo l&#8217;aveva mangiato.</p>
<p>Penso che possa essere una casualità, e cambio il tipo di bocconcino, invece di metere la cioccolata metto la nocciolina americana in quella non attivata, ed il topo il giorno dopo mangia nuovamente dalla trappola disattivata.</p>
<p>Le sposto nuovamente invertendole di posto e metto la nocciolina sulla trappola disattivata, il giorno dopo la nocciolina non c&#8217;è più.</p>
<p>Sembrava che il topo avesse capito quale trappola fosse attiva, e quale no.</p>
<p>Decido di rimettere le trappole con il solito impasto, cioccolata e riso soffiato, ed attivo le trappole.</p>
<p>Il giorno dopo la sorpresa è stata grande,  un topolino era caduto nella trappola rimanendo morto stecchito.</p>
<p>Ho rimesso le trappole attivate allo stesso posto, e quella  disattivata in un altro posto.</p>
<p>Ed ogni giorno per tre giorni consecutivi ho preso tutta la famigliola di topini che scorazzavano per la mia barca, attivando e disattivando le trappole.</p>
<p>In pratica un giorno mangiava un topo, e l&#8217;altro giorno rimaneva intrappolato in quanto il cibo era sicuro.</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">Conclusioni</span></strong>:</p>
<p>così facendo i topi hanno capito che il cibo era sicuro solo in quella trappola e li sono andati a mangiare tutti.</p>
<p>Un particolare importante, ogni giorno che prendevo il topo, cambiavo la trappola con una nuova.</p>
<p><strong>Ecco i consigli utili per liberarvi di un ospite non gradito come il topo.</strong></p>
<p>Per assicurarvi di non avere un topo in barca, mettete una nocciolina americana in un posto fisso,ogni giorno che salite in barca controllate che la nocciolina sia al suo posto, se non c&#8217;è più vuol dire che avete l&#8217;ospite indesiderato.</p>
<p>Fategli trovare per tre giorni sempre la nocciolina allo stesso posto, posizionata sopra la trappola non attivata, al terzo giorno attivatela il risultatato è assicurato.</p>
<p><strong>Buona caccia</strong></p>
<p><strong>Firmato Renato Tognoni</strong></p>
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