Set/10

24

Visori Notturni

Visore notturno – Night Vision Monocular

Che cosa è un visore notturno

Un visore notturno è un cannocchiale in grado di intensificare la luce notturna  presente nell’ambiente e intensificarla  migliaia di volte, in modo da produrre una  immagine chiara durante l’arco notturno.

Può essere binocolo o monocolo. Il binocolo cioè a  due camere di intensificazione luminosa, viene usato normalmente per scopi militari oppure per la caccia. Attualmente si sta diffondendo l’uso anche in campo nautico di quello a monocolo, che ha una sola camera di intensificazione e  viene usato esclusivamente per la visione notturna con un occhio  solo, ed è generalmente il più usato ed il meno costoso.

L’uso con un occhio solo in campo nautico è fondamentale in quanto un occhio deve abituarsi alla visione con il visore, l’altro deve abituarsi alla visione normale in quanto, se una fonte luminosa intensa investe immprovvisamente il visore, l’occhio che sta usando il visore rimane per pochi minuti accecato.

Principio di funzionamento
La lente anteriore permette l’ingresso, all’interno di una camera della luce ambientale circostante, prodotta dalla luna,  dalle stelle  da lampadine o da lampioni, per capire basta la piccola luce prodotta da una sigaretta per avere già un piccolo effetto luminoso.

Questa luce, composta da fotoni, viene incanalata in un fotocatodo che trasforma questi fotoni in elettroni . Attraverso un processo elettro-chimico gli elettroni vengono accelerati attraverso un campo elettrostatico e fatti urtare su uno schermo a fosfori di colore verde in quanto l’occhio umano è in grado di rilevare più ombre nel campo di questo colore rispetto agli altri e visualizza l’immagine ingrandita per effetto della lente, e mille volte più illuminata.

Sebbene migliori le nostre capacità di visione notturna, il visore non è in grado di generare una immagine visibile nella completa oscurità, in quanto non esiste una luce da amplificare. Tuttavia il visore è sensibile allo specchio degli (IR) infrarossi. Di conseguenza i costruttori hanno pensato di inserire una sorgente luminosa di IR, che il visore è in grado di catturare anche in assenza completa di luce.

Esistono visori di prima, seconda e terza generazione, quelli più usati in genere sono quelli di prima generazione, gli altri costano molto di più, perché  producono immagini più luminose con i contorni più definiti.

Quando usarlo e come usarlo

Chi compra un visore notturno in genere lo compra più per curiosità che per un utilizzo effettivo. Comunque molte persone che vivono in case isolate in campagna, se lo sono comprato per poter scrutare il giardino per scorgere eventuali intrusi, altri lo hanno comprato per utilizzarlo a caccia, altri ancora, lo hanno comprato per fare soft-air, escursioni in grotta,  e campeggio.

Personalmente lo  comprato per usarlo in barca a vela, e mi è stato utile in  parecchie occasioni, come quando sono entrato con la mia barca nelle cozzare di fronte a Porto Levante.

Mi è stato utile quando sono atterrato in Croazia a Pischera  nelle Incoronate, in una notte buia come l’ inchiostro. Infatti in quella occasione, senza il visore non sarei riuscito ad atterrare.

Moltissimi velisti hanno come meta Pischera, ma arrivano sempre di giorno e ripartono di giorno. Inoltre ho sempre visto entrare dalla parte interna e mai dal mare aperto come abbiamo fatto noi, ed anche io sono sempre entrato dall’interno e di giorno.

Era una giornata d’estate ed eravamo due barche a vela ormeggiate all’altezza dell’isola di Lissa quando prendiamo la decisione di salpare per le Incoronate. Programmiamo dei porti alternativi e via si parte. Per radio, man mano che le miglia scorrono, e con loro le ore, parliamo decidendo sempre sul da farsi e su che porto o baia dirigere per  passare la notte, senza mai prendere una decisione definitiva, per intenderci: ” dai andiamo ancora un pochino più in su”. Chiedo al comandante dell’altra imbarcazione se è mai atterrato a Pischera di notte dalla parte del mare aperto, la risposta è telegrafica: “ NO”

Ormai è già notte, dal largo avvistiamo le luci di Pischera e cominciamo a dirigersi verso di loro, fortunatamente avevo segnato sul GPS i way point in anticipo, e col visore guardavo continuamente  per trovare l’apertura per l’ingresso .Un mio vecchio collega diceva sempre: “ Fidati degli strumenti, non ti fidare delle sensazioni fisiche in quanto a volte tradiscono, soprattutto in casi di scarsa visibilità”, ma come tutti sappiamo il GPS ha uno scarto di circa 100 mt se non è stato calibrato alla partenza, e di circa 25mt anche se calibrato.

Quei 25 metri mi mettono sempre in allerta, ed in ansia.  Con la prua continuo a puntare le luci della darsena. In  mare aperto sembra tutto  facile fino a che non ti avvicini, il contrasto delle luci con lo scuro dei costoni rocciosi era inevitabile, ma il nostro ingresso era più a sud delle luci e guardando verso sud vedevamo solamente un muro di inchiostro, l’orizzonte non si distingueva dal cielo e i costoni di roccia non si riuscivano a vedere, andavamo verso un buio impressionante. Col visore vedevo le luci che mi abbagliavano, facendo scorgere solo i contorni del costone di roccia illuminato.

Decido di fidarmi del GPS e del mio amato visore, metto al timone uno dei ragazzi che erano con me e gli dico di eseguire perfettamente le manovre che gli indico, comunico alla barca che mi seguiva di starmi vicino a circa 2-3 lunghezze massimo. Punto il mare d’inchiostro sapendo di dirigere verso i costoni di roccia.

L’ingresso è molto stretto ma prima bisogna dirigere verso i costoni per poi girare a 90° verso nord est. A velocità ridottissima, e con il visore nell’occhio sinistro continuo a cercare l’ingresso. Con l’infrarosso non si riusciva ad illuminare molto in quanto le rocce della costa erano lontane, non si vedeva niente, solo le luci degli alberi delle barche all’ancora e le luci della darsena. Scrutavo a destra e a sinistra continuamente e lentamente cercando di interpretare le ombre del visore, dopo pochi minuti “eterni”  a sinistra notavo con il visore notturno il bagliore delle luci che si riflettevano nell’acqua, era l’ingresso della darsena, ad occhio nudo non si vedeva niente tranne le forti luci della darsena che creavano un bagliore indefinito che non ti permettevano di distinguere l’acqua dalla roccia e quindi di vedere il percorso da seguire. Un’ accostata giusta e siamo entrati in sicurezza.

Le considerazioni del dopo sono state molteplici, come quella del comandante dell’altra barca che mi disse, che se non c’ero io lui avrebbe aspettato l’alba per entrare. Avremmo dovuto aspettare 8 ore…

Un’altra considerazione è quella sul fatto che entrando, sono riuscito a vedere il riflesso dell’acqua amplificato dal visore, che ad occhio nudo non si vedeva.

Le luci falsavano la visuale anche col visore, ed erano troppo intense per poter vedere bene qualcosa.

Insomma anche quella volta è andata bene, grazie al visore.

Ora vediamo come usare il visore e come interpretare le immagini che si vedono.

L’esperienza di Piskera insegna e fa capire, che non sempre il visore può essere usato con estrema sicurezza, certo se avessimo un visore di 3^ o 4^ generazione il problema non sussisterebbe in quanto, quei visori eliminano automaticamente il fastidio causato dalle grosse fonti luminose, perché diminuiscono la loro intensità di amplificazione in automatico, inoltre le immagini sono più nitide e chiare.

Ora diventa fondamentale da parte dell’utilizzatore l’addestramento propedeutico all’utilizzo in caso reale.

Si deve utilizzare il visore di notte sia a terra che per mare in modo da provare tutte situazioni e verificare la corrispondenza ad occhio nudo.

In genere gli amplificatori di luce ingrandiscono l’immagine di circa 1,5 o 2  o 3 volte, quindi bisogna fare attenzione alle distanze che a volte sono falsate.

In mare il riflesso della luna non aiuta se la luna è alle spalle, ma se è frontale aiuta moltissimo. La differenza di navigare con la luna di fronte o alle spalle è sostanziale, in quanto di notte con la luna di fronte, si riescono a vedere le ombre degli ostacoli anche senza l’ausilio del visore, mentre con la luna alle spalle c’è bisogno del visore.

Bisogna cercare di capire la scala delle distanze teorica, che ognuno di noi riesce a farsi con l’esperienza, ed il continuo uso.

Ricordiamo che gli oggetti in movimento come animali uomini o altro si notano con maggiore facilità rispetto agli oggetti fermi, come mede,boe,o pali o altro che galleggia.

L’infrarosso incorporato, serve per illuminare e quindi aumentare la luminosità dell’area circostante, gli animali generalmente vedono gli infrarossi e si fermano a guardare il lampo luminoso che vedono come una luce, ecco perché molti cacciatori usano il visore notturno per andare a caccia.

Tutto ciò che riceve la luce e la riflette, il visore la cattura, e ti fa vedere una figura non completamente nitida, ma sufficientemente chiara per capire che c’è un ostacolo.

Pensate ai catarifrangenti che sono incollati o cuciti sui salvagenti individuali o sui salvagenti anulari, oppure quelli che sono sulle maniche o sui colletti delle giacche a vento, sono visibili occhio nudo solo se illuminati, mentre al buio completo sono invisibili, mentre con il visore acceso, puoi  di individuare il naufrago grazie l’infrarosso che illumina i catarifrangenti. Ecco uno degli utilizzi più importanti in ambito nautico.

Bisogna muovere il visore lentamente e non a scatti, e soffermarsi di continuo su ciò che non si riesce ad interpretare, alternare la visione con il visore e l’occhio nudo, ricordandosi di usare l’occhio lasciato libero.

Non fissare mai le fonti luminose direttamente, ma puntare il visore nelle immediate vicinanze, senza vedere la luce.

Non guardare continuamente all’interno del visore ma alternare la visione anche ad occhio nudo, i periodi di visione col visore devono essere limitati e non continui.

Ad occhio nudo guardare l’orizzonte e nel dubbio guardare col visore.

Ora dipende dalla esperienza dell’utilizzatore saper interpretare le immagini, senza prove continue non si riesce a capire l’utilità di questa apparecchiatura altamente sofisticata.

Ricordarsi che le batterie vanno inserite poco tempo  prima dell’utilizzo, e non bisogna mai trovarsi senza batteria di scorta.

Firmato Renato Tognoni

Via G. Falcone n. 63

35142 Padova

Telefono 3495443978

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