Nov/09

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Le Cozzare, cronaca di un inconveniete.

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 Visione notturna con un visore a monocolo

Le Cozzare, cronaca di un inconveniente 

Con la mia barca a vela un Bavaria 41 decisi di porre termine alle mie vacanze in  Croazia .Chiusi  i documenti  a Bozzava, per fare rotta diretta su Porto Levante.

La notte trascorreva tranquilla senza problemi mare calmo leggera brezza in prua, una piccola occhiata al profondimetro, al GPS, al contagiri motore, ecc.ecc. tutto funzionava regolarmente. Ormai eravamo in vista del rigassificatore che si trova al largo di Porto Levante che funge da faro. Da lontano nella notte sembrava vicinissimo, ma il tempo  passava lentamente come la nostra velocità 7Kts,  sembrava sempre alla stessa distanza, non si avvicina mai. 

Dopo parecchie ore di navigazione verso le 23 arrivammo all’altezza di Po di Pila e continuammo a mantenerci all’argo. Dopo circa un’altra oretta di navigazione intravidi da lontano le luci del faro di Albarella, controllati i tempi e i lampi che mi confermarono l’identità del faro e la mia posizione.

Diedi un’ occhiata al GPS e notai i quattro segnali speciali che indicano le cozzare presenti in quel tratto di mare. Cercai un riscontro in mare e individuai un segnale giallo alla mia sinistra, di fronte una luce fortissima anchessa gialla di dimensioni notevoli, rivelatasi successivamente una nave all’ancora. Alla mia destra vidi un’altro segnale speciale giallo indicante il limitare della zona di mare del rigassificatore.

Cercai di mantenermi in una posizione epicentrale tra il segnale giallo del rigassificatore e le indicazioni date dal GPS sulla posizione delle cozzare.

Non riuscii ad individuare altri segnali gialli che delimitavano il campo di boe che indicano la presenza degli allevamenti di cozze.

Ero tranquillo anche perchè avevo in vista la luce bianca del faro di Albarella, che successivamente si è dimostrata truffaldina, e la mia rotta passava proprio sulla destra delle cozzare, per intenderci avevo rotta verso nord-ovest e le cozzare erano a ovest. Il GPS confermava il tutto, ero tranquillo velocità  SOG 7 Kts.

Conoscevo bene la zona e sapevo che le cozzare erano sulla mia sinistra.

Improvvisamente con la coda dell’occhio alla mia sinistra vidi a pochi metri di distanza circa 3 o 4, un filare di boe scure che ci scorrevano lentamente sul fianco sinistro.

Subito una scarica di andrenalina entrò in circolo facendo drizzatre i pochi capelli rimasti. emisi solo un  grido

” Le cozzare”. 

Ero finito completamente dentro la filiera di boe esterne verso est. Uno squardo al GPS e mi resi conto di essere fuori delle segnalazioni indicate sulla carta elettronica, le cozzare erano ben distanti dalla mia rotta.

Qualcosa non era andato per il verso giusto.

Cosa avevo sbagliato? Quali segnali mi avevano ingannato? Come mai ci sono finito dentro, anche se il Gps mi indicava che ero fuori del campo di boe?

Il visore notturno

Non mi persi d’animo , fortunatamente porto sempre con me,  durante le navigazioni notturne   un visore notturno ad intensificazione luminosa a cannocchiale monocolo.

Molti si chiederanno come funziona e come va usato e se ne vale la pena spendere 300 euro per comprarlo.

La mia risposta e si, ne è valsa la pena.

Portai immediatamente all’occhio sinistro il visore, e subito davanti a me si prospetta un mare infinito di boe che ad occhio nudo erano invisibili.

Le cozzare sono vastissimi appezzamenti di mare per la coltivazione delle cozze, sono  delimitati nei 4 angoli da segnali speciali gialli  con croce di Sant’Andrea come miraglio, di notte hanno una luce gialla fissa o intermittente. Le boe delle cozzare sono trattenute dal fondo con un cavo grosso almeno 5 cm di diametro e sono distanziate tra loro di circa 5 metri l’una dall’altra, fortunatamente  sono collegate tra di loro lateralmente con un cavo posizionato alla profondità di 4 o 5 mt.

Si presentavano come una ragnatela fittissima ed intricata che non dava scampo.

Diminuì la velocità immediatamente, e muovendomi lentamente,  cercai di evitare di finire aggrovigliato tra le cime tese.

Evitavo le boe cercando di passare nel mezzo in modo da evitare l’accalappiamento, il tempo passava e sapevo di non avere molto tempo a disposizione in quanto avrei potuto rimanere bloccato in qualsiasi momento, bastava un errore dovuto alla stanchezza o all’errata valutazione, allo stress, che sarei finito nella “tela del ragno”.

Il visore notturno è monocolo, in quanto un occhio deve rimanere libero per poter vedere con la luce reale gli strumenti GPS ecc. e l’altro occhio col visore, riesce a vedere in modo chiaro  .

Tutta la strumentazione a bordo  non è notturnizzata, cioè non è stata concepita per essere usata con i visori notturni ad intensificazione luminosa e di conseguenza averlo a binocolo, cioè su due lenti non sarebbe stato possibile in quanto ogni fonte luminosa sarebbe stata  amplificata di 100 volte, ed io non avrei potuto guardare il gps per uscire dal campo di boe. Ecco perchè un’occhio deve rimanere sempre libero di vedere normalmente.

Decisi di iniziare  a cercare un varco che mi portasse fuori dal campo. Un occhio alle boe ed un occhio al GPS iniziai a seguire un percorso verso est per uscire dalla parte meno affollata di boe.

Dopo circa 20 minuti di soffeerenza e paura  riuscìì ad uscire dal campo senza danni.

Ho ringraziato più volte l’inventore del visore in quanto  più di una volta mi è stato utile.

Questa è una di quelle.

 

Lezioni apprese

La paura principale era quella di prender un cavo sull’elica o sul timone e quindi ero attentissimo  alle variazioni di giri del motore, per spegnerlo nel caso l’elica avesse preso un cavo.   Inoltre prendere un cavo con il timone, se agganciato  si sarebbe potuto spezzare. 

Gli errori:

Prima considerazione è sul faro di Albarella, indica una luce bianca che tu segui come se fosse libero davanti a te ma alla fine ti ritrovi degli ostacoli lungo il percorso.

Seconda considerazione è che non devi fidarti mai del GPS completamente, in quanto devi avere sempre dei riscontri visivi in mare,  avrei dovuto cercare i 4 segnali speciali gialli che delimitavano il campo di boe  e solo dopo averli individuati in modo enequivocabile,avrei dovuto scegliere la rotta.

Pochi giorni dopo  rifeci la stessa rotta, di giorno  e di notte, con molta prudenza, per analizzare gli errori commessi. Mi accorsi che: una delle 4  boe era spenta,che la terza boa provabilmente era stata coperta dalla nave in sosta di fronte all’ingresso del porto , che le boe del rigassificatore erano più lontane e quindi io avevo preso la boa di destra come quella del rigassificatore mentre era quella del campo di boe. Il GPS indicava il posizionamento delle cozzare in un punto mentre si trovavano spostate di circa 100 metri rispetto al punto indicato.

Il GPS non indica con precisione il posizionamento delle cozzare in quanto passando di giorno, al difuori di esse e sfiorandole sul lato est, il GPS indicava che eri ben lontano di circa 100mt.

Terza considerazione e che le distanze, la vista, i suoni,le luci in mare sono falsati e che bisogna prestare molta attenzione soprattutto quando si è stanchi.

Firmato Renato Tognoni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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