Nov/09

21

Come catturare un topo in barca

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Prima di iniziare clikka sulla parola MOUSE e vediti il filmatino

Buona lettura

Alcune situazioni diventano insostenibili  in barca;

si può affrontare il mare in tempesta, si può affrontare vento fortissimo, si possono otturare delle falle, ci si può arenare e disincagliare, si può rimanere senza motore, si può perdere l’ancora , puoi stracciare le vele e così via.

Tutte situazioni superabili e che possono essere affrontate con determinazione e con la forza d’animo di ogni marinaio abituato ad affrontare ogni sorta di difficoltà.

La musica cambia quando in barca sei costretto ad affrontare un nemico quasi invisibile come un minuscolo topolino, che rosicchia tutto, dai fili elettrici alle borse, dai tubi alle guarnizioni,  defeca dappertutto marcando il territorio, e come se non bastasse invita i suoi amici, per  festeggiare e celebrare la sua fortuna, e sul pozzetto lasciano i resti del loro banchetto.

Come combattere tale flaggello?

Come superare lo sconforto che ti prende quando ti accorgi che nulla riesce a trattenerlo dal devastarti la barca?

Ho usato di tutto, ho chiesto consigli a tutti, ma non sono riuscito  nè a prenderlo  nè a scacciarlo.

Bene, dopo una settimana di lotta, sono riuscito a catturarlo ed ho vinto io , la fiducia è ritornata e con lei la serenità, con l’unica incombenza di lavare e disinfettare il tutto per rendere la barca nuovamente abitabile.

Vi racconto come è andata.

I fatti

Un giorno decido di aprire la barca per far prendere aria alle cabine,è una bellissima giornata d’ autunno con un sole tiepido ed il cielo terso, arriva l’ospite indesiderato e si intrufola all’interno per trovare una buona sistemazione.

Al mio ritorno chiudo la barca con l’ospite che si sente a suo agio.

Il sabato successivo ritorno in barca: vicino alla griglia di legno del frigorifero, vedo del trucioli di legno sul pavimento. Ho subito pensato a dei residui di lavorazione del mese precedente in quanto avevo tagliato del legno proprio sopra al frigo.

Con l’aspirapolvere pulisco e faccio la mia solita uscita in barca.

Il giorno dopo, ritrovo il solito accumulo di trucioli  e da una attenta osservazione, noto che le griglie di legno sono consumate come se una lima piccolissima avesse limato il legno per tutta la sua lunghezza.

Deduco che ci sia un topo in barca.

Inizio ad ispezionare ogni angolo ed anche il minimo dubbio viene eliminato, tracce di escrementi piccolissimi poco più grandi di una testa di spillo e poco piu piccoli di un chicco di riso si vedono dappertutto.

Come fare per catturarlo?

Mi reco in ferramenta e mi consigliano la colla topicida, mi procuro delle tavolette di legno e spargo la colla , mettendo all’interno del cerchio incollante un bocconcino appetitoso.

Passano i giorni e nulla accade bocconcini e colla sono intatti, l’animaletto è troppo furbo.

Nel frattempo mi accorgo che la colla è stata completamente assorbita dal legno, e che il suo effetto si è ridotto moltissimo. Decido di cambiare supporto, prendo dei cartoni di e li rivesto di nastro adesivo trasparente, solito cerchio di colla, solito bocconcino appetitoso.

Passano i giorni e le tracce diventano sempre più visibili in quanto rosicchia i fili elettrici e trovo i residui sul pavimento.

Sono disperato non so più cosa fare, decido di comprare una macchinetta ad ultrasuoni, ricerca su internet costi e tempi esagerati. Il topo non aspetta rosicchia tutto.

Decido di togliere tutto ciò che è commestibile dalle dispense, svuoto il frigo e lascio solamente lo scatolame.

La sera, lascio una nocciolina americana sul tavolo, il giorno dopo è scomparsa, cerco le tracce delle scorze della nocciolina e non trovo niente.

Decido di cominciare una ispezione accurata in  tutti i possibili posti che potessero nascondere un topolino.

Mi sono subito reso conto di avere a che fare con un minuscolo topino e non con una pantegana.

Inizio dai paioli, li tolgo e trovo tracce di escrementi, vedo che tra una ordinata e l’altra della struttura della barca, vi è un foro di 4 cm, e mi accorgo che tutte le ordinate sono travi forate, che rappresentano delle perfette gallerie .

Decido di mettere il cartone e la colla nel fodo della barca ed ricoprire il tutto nuovamente con i paioli.

Risultato, il giorno dopo ho trovato escrementi sulla colla, il bocconcino intatto.

Lo sconforto comincia a crescere.

In un momento di pausa sento che cammina e saltella sopra la mia testa, era nel cielo cabina, tra la paratia del rivestimento del soffitto della dinette e la vetroresina del ponte, decido di smontare tutto e con santa pazienza, tiro via 3 metri di rivestimento a destra e 3 metri a sinistra, il tutto  avvitato con decine di viti.

Risultato zero, sorprese tante, metri di filo rosicchiati.

Il morale è ormai sotto i piedi.

Ma non mi arrendo, decido di individuare la tana, e comincio a svuotare tutti i gavoni del pozzetto che risultano essere pieni di escrementi, ma della tana nessuna traccia, continuo nella ricerca all’interno della cabina di prua svuotando ogni gavone, niente.

Mi attrezzo con macchina fotografica e computer per guardare nei punti dove lo sguardo non può arrivare, ma può arrivare il braccio, e fotografo sotto la toilette, tra il frigo e la cucina, nei fori passanti ecc. ecc.

Nessuna traccia di tana di topo.

Ormai era trascorsa una settimana, e l’avvilimento era ormai insostenibile, mi sentivo impotente.

Dentro l’ultimo gavone, sotto i sedili della dinette , dove passano i tubi dell’aria calda del riscaldamento, sopra le bandiere di segnalazione, vedo un insieme tra lanetta , carta igienica tritata, pezzetti di lana e fazzolettini di carta, scopro la tana che mi appresto a rimuovere e disinfettare.

Fili e tubi rosicchiati.

Un primo passo è fatto.

Tolgo i cartoni che nel frattempo avevano fatto scolare la colla al difuori, macchiandomi tutta la moquette, senza contare l’impasticciamento delle mani e degli abiti.

Decido di usare le trappole a molla, ne avevo comprate 3, due le attivo mettendo della buonissima cioccolata con il riso soffiato.

Il giorno dopo nulla di fatto, le trappole sono attive ed il cibo è intatto.

Il topo è troppo furbo, ma dovrà trovare da mangiare, avrà fame e prima o poi  sarà costretto ad andare nella tarppola.

Niente, passano i giorni ed il topo non mangia dalle trappole, penso tra me e me , avrà fame prima o poi?

Decido di svuotare tutto dalla barca tiro fuori uno zaino e lo trovo rosicchiato, all’interno un pasticcino tutto rosicchiato, ecco come si procurava da mangiare.

“Il dado è tratto”

Decido di mettere tre trappole, due attivate e una disattivata, tutte con lo stesso cibo, riso soffiato impastato con la cioccolata.

Il giorno dopo  trovo le due trappole attivate intatte ed la terza disattivata, senza il cibo.Il topo l’aveva mangiato.

Penso che possa essere una casualità, e cambio il tipo di bocconcino, invece di metere la cioccolata metto la nocciolina americana in quella non attivata, ed il topo il giorno dopo mangia nuovamente dalla trappola disattivata.

Le sposto nuovamente invertendole di posto e metto la nocciolina sulla trappola disattivata, il giorno dopo la nocciolina non c’è più.

Sembrava che il topo avesse capito quale trappola fosse attiva, e quale no.

Decido di rimettere le trappole con il solito impasto, cioccolata e riso soffiato, ed attivo le trappole.

Il giorno dopo la sorpresa è stata grande,  un topolino era caduto nella trappola rimanendo morto stecchito.

Ho rimesso le trappole attivate allo stesso posto, e quella  disattivata in un altro posto.

Ed ogni giorno per tre giorni consecutivi ho preso tutta la famigliola di topini che scorazzavano per la mia barca, attivando e disattivando le trappole.

In pratica un giorno mangiava un topo, e l’altro giorno rimaneva intrappolato in quanto il cibo era sicuro.

Conclusioni:

così facendo i topi hanno capito che il cibo era sicuro solo in quella trappola e li sono andati a mangiare tutti.

Un particolare importante, ogni giorno che prendevo il topo, cambiavo la trappola con una nuova.

Ecco i consigli utili per liberarvi di un ospite non gradito come il topo.

Per assicurarvi di non avere un topo in barca, mettete una nocciolina americana in un posto fisso,ogni giorno che salite in barca controllate che la nocciolina sia al suo posto, se non c’è più vuol dire che avete l’ospite indesiderato.

Fategli trovare per tre giorni sempre la nocciolina allo stesso posto, posizionata sopra la trappola non attivata, al terzo giorno attivatela il risultatato è assicurato.

Buona caccia

Firmato Renato Tognoni

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